TU CHE TIPO DI VIAGGIATORE SEI??!!!??!

November 15, 2016

Quando viaggiamo, veniamo in contatto con tanta gente, da ogni parte del mondo, e ognuno con le sue esperienze, i suoi pregi e i suoi difetti.

Proverò qui a descrivere sei tipi di viaggiatori che noi(conlavaligia) abbiamo incontrato per il mondo:

Il tipo ansioso

Questo personaggio non è solito viaggiare molto, quindi, quando viaggia, il suo pensiero è tutto e solo concentrato sulle “procedure”, i posti che visita, gli usi e i costumi che incontra sono solo un fastidioso contrattempo che rischia di farlo perdere e confondere.

Il tipo ansioso, la sera prima del viaggio non si spoglia e va a letto. Va a letto vestito e dorme sulle valigie.

Il tipo ansioso, se lo vedi, lo riconosci subito. Ha lo sguardo che vaga da destra a sinistra e da sinistra a destra, in cerca di qualcosa, di una rassicurazione, di una conferma. Appena arriva all’aeroporto l’ansioso non controlla qual è il banco del check-in, lo farà dopo, per dodici volte, no, si fionda subito a fare impacchettare la valigia. Naturalmente, la sua ansia che possano aprirgli la valigia lo farà passare da tre diversi banchetti. Alla fine la sua valigia peserà quasi il triplo di quello che pesava prima di farla avvolgere!

Se te lo trovi dietro al check-in, questo personaggio, ti chiederà almeno sette volte se quella è la fila giusta e non perché non abbia capito la tua risposta, perché non si fida di te, come di nessun altro.

Non chiedete mai ad un tipo ansioso, come sono andate le sue vacanze. Non saprà raccontarvi niente di quello che ha visto ma alla fine anche voi avrete bisogno di una seduta di psicoterapia.

 

L’accompagnatore

L’accompagnatore è una sottospecie di quella persona che potremmo definire “crocerossino”.

L’accompagnatore a cui mi riferisco non lo fa per mestiere, lo fa per indole. Non ha bandierine colorate e microfono né turisti da portare a zonzo. Lui i “clienti” se li crea!!!

Non appena vede un turista, ed è turista lui stesso, in difficolta’ (l’ansioso per esempio), l’accompagnatore, che gli sia richiesto o no, interviene e dispensa consigli su indicazioni stradali, orari dei pullmann, macellerie con il miglior rapporto qualità-prezzo. Spesso totalmente a caso. Il vero accompagnatore, poi, non si limita ad aiutarti con indicazioni verbali, si sente in dovere di “scortarti” fino alla destinazione finale. Non importa se stai cercando un posto a 5 minuti di strada o a mezz’ora. Nessun luogo è troppo lontano per cotanto personaggio. Casualmente, lui, d’altronde, stava proprio andando in “quella” direzione! L’accompagnatore generalmente non è molto impegnato, al di fuori del suo “ruolo”, e, in ogni caso, qualsiasi impegno, perfinanco fosse il matrimonio della figlia, diventa secondario, se avverte, con i suoi superpoteri, che ci sia un turista in difficoltà nei paraggi.

Non chiedete all’accompagnatore dei suoi viaggi, vi saprà raccontare solo quelli degli altri!

 

Il contestatore

A questo personaggio, come è facile intuire, non va mai bene niente. Lo stesso viaggio che ti trovi a condividere con lui, lui, non lo avrebbe scelto perché è troppo lungo/corto, il posto è troppo caldo/freddo, il TO è troppo caro/economico, ecc. Eppure è lì con te.

Il contestatore è un personaggio “ingombrante” e nulla sfugge al suo implacabile giudizio. Al check-in, si lamenta della troppa coda, al gate si lamenta delle poche sedie, sull’aereo, del vicino o del posto assegnato, quando atterra della disorganizzazione dell’aeroporto e così via. Esiste poi una sottobranca del contestatore che non si limita a portare avanti le sue rumorose proteste con gli addetti di turno, ma fomenta gli animi del gruppo. Lo chiameremo l’aizzatore. L’aizzatore, è come la calunnia dell’omonima aria del Barbiere di Siviglia. Si insinua, si fa largo, riferisce, parla con tutti quelli che gli sembrano essere terreno fertile per portare avanti la sua “revolution”. L’aizzatore in fondo è un sessantottino che ha trovato modo di sfogare la sua rabbia in un'altra maniera.

 

Non chiedete ad un contestatore dei suoi viaggi. Tirerà fuori il taccuino, religiosamente compilato durante gli stessi, in cui ha segnato tutto quello che non andava!

 

Il monolingua

Il personaggio monolingua, viaggia spessissimo, ha visitato quasi tutto il mondo, non ha problemi con gli aerei, né con gli alberghi in cui si trova, ovunque essi siano e a qualunque categoria appartengono.

Il monolingua si sente a casa propria in ogni posto del mondo e proprio come a casa sua, parla agli altri, nel suo idioma natale. Il monolingua, è convinto fermamente che tutti possano facilmente capire quello che dice, per cui, non si sforza nemmeno un pochino di parlare una lingua “universale”, figuriamoci poi se impara a dire qualche parola nell’idioma del posto che sta visitando!!!!

Il monolingua conversa amabilmente con la gente, anche che non lo capisce, e non si fa frenare da un semplice, “I don’t understand”! No, lui, continua con calma e,  caso mai, alla terza volta che qualcuno gli fa notare che non capisce una parola di quello che sta dicendo, sospira, alza il volume e parla più lentamente! Sempre e solo nella sua lingua, of course! L’unica difesa contro questi personaggi è guardarli in faccia, annuire e mostrargli un sorriso da ebeti, sperando che costoro, non abbiano deciso di recitare il più lungo dei poemi epici imparati a scuola.

 

Non chiedete ad un monolingua dei suoi viaggi. Rischiate che riparta con il racconto di quanto è piaciuto al direttore dell’albergo dove soggiornava, quel famoso poema. D’altronde, lui vi dirà, che ha annuito e sorriso tutto il tempo!

 

L’amicone

Alzi la mano chi non ha mai trovato, durante uno dei suoi vagabondaggi, il personaggio denominato “amicone”!

Costui, che di solito viaggia solo, ha una facilità disarmante nell’accostare altri viaggiatori ed insinuarsi nelle loro vite per tutto il tempo della vacanza, come se quel viaggio fosse stato programmato di comune accordo con i malcapitati. Di solito il suo approccio avviene nei primi secondi del vostro incontro. Il tempismo è fondamentale per lui, sente di dover essere il vostro miglior amico il più a lungo possibile. Il suo rammarico più grande, infatti, è quando, dopo l’approccio, si sente dire che il viaggio, per voi, è all’epilogo. In questo caso, lui, non perde tempo, non saluta nemmeno, gira i tacchi e va a cercarsi qualcuno che parta per il rientro il più tardi possibile.

Di solito l’amicone è il peggior incubo della coppia in viaggio di nozze. Infatti, è capace di distruggere l’intimità che di solito si ricerca nella luna di miele come un bambino distrugge una torre di lego. La cena sulla spiaggia a lume di candela? in tre! Il cocktail al tramonto in quel posticino isolato? in tre! Il massaggio di coppia? in tre anche quello!!!!

Non chiedete all’amicone dei suoi viaggi, vi dirà con quanto rammarico ha dovuto lasciare quei suoi amici e quanto sia potuto diventare intenso il loro rapporto in così pochi giorni. Ommetterà di dirvi che i suoi “migliori amici”, una volta tornato a casa, non li ha più cercati!!!

 

L’esperto

Il viaggio dell’esperto è sempre facile e divertente. Questo personaggio non ha mia incontrato alcuna difficoltà, nemmeno quando ha preso quel risciò in un piccolo paesino sperduto della regione cinese del Qinghai. Come mai? Perché LUI è esperto e, naturalmente, ci tiene a farlo sapere a tutti. Qualche volta l’esperto si trasforma in accompagnatore, ma il più delle volte, il suo unico scopo è di far sentire gli altri dei viaggiatori alle prime armi. L’esperto, quando ti incontra per la prima volta, non ti dice il suo nome, ma ti conta davanti al naso con le mani, le volte che lui ha già visitato quel posto, quante persone conosce, e quanti “agganci” ha. All’esperto, in ogni caso, non serve tornare in un posto per più di una volta, lui si sente esperto, già dopo 10 minuti dall’atterraggio in un paese che non ha mai visto prima. L’errore più grande che si possa commettere quando si intavola una conversazione con questo personaggio, è dimostrarsi interessati. A quel punto l’esperto, pieno di boria, incomincia a inventare episodi di vita a più non posso, in un climax ascendente che lo porta a raccontarti di quando ha tenuta calma Madre Teresa di Calcutta che voleva picchiare un lebbroso o di quando ha insegnato a cantare a Pavarotti.

Non chiedete all’esperto dei suoi viaggi. Sono comunque troppi e ci metterebbe troppo tempo a spiegarvi tutti i trucchi, che solo lui conosce, per sopravvivere in quel determinato paese!

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