PROVENZA di Martina

Mamma Martina ci racconta il viaggio che ha fatto in Provenza con suo marito e il piccolo Gioele.

 

QUALCHE GIORNO IN PROVENZA ON THE ROAD - 15 - 22 MAGGIO 2016 di Martina

 

Ciao a tutti!

Parto dicendovi che questo viaggio è nato come un ripiego, poiché a fine marzo dovevamo partire per Berlino ma in seguito ad un incidente in macchia abbiamo dovuto annullare. Dal momento che la mia gravidanza era un pochino travagliata e volevamo rimanere vicino al confine in modo da tornare in Italia velocemente se ci fossero stati problemi abbiamo scelto di partire alla scoperta della Francia, o meglio della Provenza con la nostra auto… che dire un viaggio spettacolare che ci ha permesso la scoperta di luoghi magnifici, ma partiamo per gradi...

 

15 MAGGIO, TRENTINO-ALBENGA

Caricati i bagagli (muovendoci con un bambino di un anno e 10 mesi sembrava dovessimo star via un secolo :-D ) siamo partiti dalla ridente Calceranica al Lago (il nostro mini paesino sul lago di Caldonazzo, TN) alla volta di Albenga, prima tappa del nostro viaggio, con la scusa di fermarci a trovare amici che abitano li. Raggiunta la cittadina ligure nel primo pomeriggio, con la guida di Sara, una cara amica, abbiamo fatto un giretto in paese, in riva al mare e poi ci siamo fermati a cena in un ottimo ristorante cinese. Abbiamo alloggiato in un ottimo b&b e il mattino seguente dopo una ricca colazione abbiamo ripreso la nostra auto alla volta di Salon de Provence, dove l’albergo prenotato ci aspettava per i prossimi 4 giorni.

 

16 MAGGIO, ALBENGA-AIX EN PROVENCE-SALON EN PROVENCE

Siamo partiti da Albenga subito dopo colazione, con in programma di fermarci a Nizza per trascorrere la mattinata, ma raggiunta la città francese Gioele dormiva, abbiamo quindi, Lonely Planet alla mano, deciso di proseguire e fare tappa a Cannes. Senza saperlo siamo giunti in città durante la settimana del festival del cinema quindi il tutto era estremamente caotico, trafficato e blindato… abbiamo lasciato la nostra auto in un parcheggio sotterraneo proprio nei pressi del porto e ci siamo spostati poi a piedi sul lungomare e nel centro della città per una veloce visita e mangiare qualcosa prima di riprendere il viaggio.

Nel primo pomeriggio siamo ripartiti approfittando del pisolino di Gioele e abbiamo raggiunto Aix en Provence. Una città molto carina, chiamata la città dalle mille fontane, ed è proprio una grande fontana con numerosi giochi d’acqua, situata in mezzo ad una rotatoria, ad accoglierti appena ti avvicini al centro città. Il Corso Mirabeau, un largo viale alberato pieno di negozi, su cui si affacciano abitazioni con ricche decorazioni, è uno dei punti principali di riferimento della città, dividendola in due parti. La città nuova si estende verso sud e ovest, mentre la città vecchia, con le sue vie irregolari e le vecchie mura che risalgono, sta al nord. Noi ci siamo addentrati nella città vecchia, abbiamo visitato la cattedrale di Aix che sorge maestosa con la sua architettura gotica, e ci siamo fermati per un caffè nella piazza quadrata in cui troneggiano l’hotel de ville, sede del municipio, e la torre dell’orologio, in questa piazza hanno luogo un bellissimo mercato dei fiori e un mercatino dell’usato.

In serata abbiamo proseguito il viaggio verso il nostro albergo a Salon de Provence. Abbiamo scelto questa città come base di partenza per le escursioni dei giorni successivi (avevo pianificato alcuni itinerari, e in base al meteo abbiamo deciso quali fare quando).

17 MAGGIO: LA CAMARGUE

Come recita Wikipedia, con un'area di oltre 930 km² la Camargue è il più grande delta fluviale dell'Europa occidentale (tecnicamente è però un'isola, essendo completamente circondata dalle acque). Essa è una vasta pianura comprendente vaste lagune (étangs) di acqua salata divisi dal mare da banchi di sabbia e circondati da paludi coperte da canneti, a loro volta attorniati da grandi aree coltivate. Approssimativamente un terzo della Camargue è formato da laghi o paludi.

Ma è anche, e soprattutto la dimora di più di 400 specie di uccelli, con gli stagni di acqua salata che forniscono uno dei pochi habitat europei per il fenicottero rosa. Gli stagni sono poi favorevoli anche alla vita di insetti, fra cui alcune delle più feroci zanzare di tutta la Francia. In Camargue vive una razza particolare di cavalli, chiamata appunto Camargue. È luogo di molte specie protette ed è essa stessa area protetta. Un altro tipico paesaggio di questa regione sono le sansouries, praterie dal suolo salato, dove cresce la salicornia, una pianta carnosa, e dove pascolano liberamente tori e cavalli. La flora della Camargue è adattata a coesistere con condizioni di acqua salata; fioriscono quindi la lavanda di mare oltre alle tamerici, ai salici ed i canneti.

Vi ho riportato queste informazioni per farvi capire che non basterebbe una settimana da dedicare a questo luogo incontaminato della Francia. Noi avendo solo una giornata abbiamo così organizzato la nostra visita: Aiugues-Mortes, el Parque Ornitologique Le Grau du Roi e St. Maries de la Mer.

La cittadina di Aigues-Mortes è di una bellezza indescrivibile, un piccolo paesino completamente all’interno di mura di cinta, interamente pedonale e le stradine sono di ciotoli, negozietti e ristorantini… una piccola perla francese che vale sicuramente una visita.

Il pomeriggio ci siamo spostati verso il paesino gitano di St. Maries de la Mer, facendo tappa al Parco Ornitologico dove abbiamo potuto ammirare un’infinità di uccelli in libertà, ma soprattutto distese di fenicotteri rosa; abbiamo deciso di fare il giro breve, poiché il caldo era insopportabile, e Gioele, ormai grande, accetta di farsi portare in fascia sempre meno, quindi non potevamo fare camminate troppo lunghe e io, beh...incinta al sesto mese stavo schiattando!! Ma veramente la visita è valsa il prezzo del biglietto.

Raggiunta St. Maries de la Mer abbiamo approfittato della brezza marittima per una pausa ristoratrice e un buon gelato, che lasciatemelo dire ci è rimasto impresso per il prezzo esorbitante! In Provenza una pallina di gelato costava ovunque almeno 2.50€!!! un giretto per il particolare paesino, e abbiamo visto anche alcuni carri gitani, che stanziavano proprio sul lungomare, che dire, Gioele è rimasto incantato da questa giornata, e sulla via del ritorno non sono mancati gli avvistamenti dei bianchi cavalli selvatici tipici di questa regione.

 

18 MAGGIO: RUSSILION, GORDES, L’ABAZIA DI SENANQUES E EL VILLAGE DES BORIES

Il mattino, partiti di buon ora abbiamo raggiunto Russilion, perché avevamo in programma di percorrere il sentiero dell’ocra col fresco. Il paesino arroccato dai colori rosso, giallo, ocra è davvero particolare, abbiamo deciso di visitarlo velocemente, per scattare un po’di foto panoramiche e prima di pranzo abbiamo percorso il sentiero dell’ocra. Gioele si è divertito un sacco a correre tra le montagne di sabbia rossa, uno spettacolo! Inutile dire che tornati alla macchina lo abbiamo dovuto cambiare dalla testa ai piedi perché era completamente coperto di terra color mattone.

Il pomeriggio è iniziato con il tragitto verso Gordes, ma come sempre siamo arrivati che il nostro belvino dormiva, abbiamo quindi deciso di proseguire verso l’abazia di Senanques. Il convento si trova in mezzo al nulla, tra le distese di lavanda, ovviamente a maggio non era fiorita quindi il paesaggio era un po’desolante… mentre Vittorio era in macchina con Gioele addormentato io ho approfittato per scattare qualche foto, ma insomma non è nulla di esaltante ecco, forse col viola della lavanda il luogo meriterebbe una tappa ma in altre stagioni decisamente no. Siamo poi tornati a Gordes, paesino veramente da cartolina, completamente arroccato, circondato da mura di cinta e con le case tutte dello stesso colore… una piccola chicca visto da lontano. Visitandolo internamente le mie aspettative sono state un pochino deluse, diciamo che mi ha ricordato un po’ S.Marino, con i suoi negozietti tra viuzzole di pietra in salita, e tante scalinate, la visita è stata veloce perché inaccessibile col passeggino e io non me la sentivo di portare Gioele in groppa (in realtà visto il pancione e la gravidanza a rischio mi era stato proprio vietato, ma dettagli  ) e lui ci scappava correndo a destra e sinistra e quindi abbiamo preferito proseguire il nostro itinerario giornaliero concedendoci un fuori programma al Villagge des Bories, consigliato nella nostra amata Lonley e proprio sulla strada del ritorno scendendo da Gordes. I “bories” sono le antiche abitazioni in pietra di questa zona risalenti all’Età del Bronzo ma utilizzate nei secoli: sono capanne a forma di alveare costruite con pietre senza calce utilizzando solo scaglie di arenaria.

In questa zona ne esistono più di 3000 e qui sono raggruppate in un piccolo villaggio restaurato negli anni ’50, non si conosce l’originario utilizzo nell’antichità, forse come ripari, nel corso dei secolo sono diventati laboratori, magazzini e cantine dei contadini.

Qui si possono apprendere tanti dettagli della vita quotidiana dei contadini visitando le case, osservando il mobilio e gli attrezzi da lavoro come le tinozze per il vino, le pigiatrici e le bigattiere per i bachi da seta.

La sera visto che era il giorno del nostro anniversario di matrimonio siamo usciti a cena in un ristorantino bellissimo, vicino all’hotel, esteriormente non sembrava un granchè invece…. peccato che non ricordo assolutamente il nome… tavole apparecchiate elegantemente, menù a 5 portate e finalmente un menù bimbi che non prevedesse solo nuggets patatine fritte e gelato, mangiato divinamente e speso pochissimo rispetto agli standard trovati nei giorni precedenti.

 

19 MAGGIO, PONT DU GARD, AVIGNONE e ST. REMY DE PROVENCE

Giornata fresca ed uggiosa, ma non ci siamo fatti intimidire e siamo partiti subito in direzione del Pont du Gard, un ponte romano a tre livelli situato nel sud della Francia a Vers-Pont-du-Gard, vicino Remoulins, nel dipartimento del Gard. Attraversa il fiume Gardon, e fa parte dell'acquedotto romano che porta lo stesso nome. Costituito da tre serie di arcate, il ponte domina il fiume Gardon con i suoi 49 metri di altezza e 275 di lunghezza. È situato all’interno di un bellissimo parco, e se la giornata lo permette consiglio vivamente di portare pranzo al sacco e trascorrerci tutto il dì, magari approfittando per un bagno nel fiume. Noi ci siamo limitati ad una passeggiata fin sotto le arcate, lo abbiamo attraversato e siamo stati a visitare il museo, al cui interno c’è anche un’enorme e bellissima area giochi con attività educative per bambini. Super consigliato se si viaggia con bambini di almeno 5-6 anni.

Il pomeriggio siamo stati ad Avignone, il cielo minacciava pioggia ma non abbiamo rinunciato alla visita della città. Ci siamo rifugiati in un centro commerciale finchè non ha smesso di piovere, abbiamo poi parcheggiato la macchina alla stazione dei treni e raggiunto a piedi la piazza del palazzo dei papi dove abbiamo preso il trenino che in un’oretta scarsa ci ha fatto fare il giro della città vecchia, soluzione molto valida per chi ha poco tempo e non vuole privarsi della visita della città.

Al rientro abbiamo fatto tappa a St. Remy de Provence dove abbiamo visitato i resti romani di Glanum, un bellissimo museo a cielo aperto dove oltre al Mausoleo dei Giulii, monumento funebre eretto tra il 30 a.C. e il 20 a.C., durante il principato di Augusto e l'arco di trionfo, gli scavi archeologici hanno riportato alla luce i resti delle terme, di un monumento absidato, di due templi gemelli, di un santuario dedicato ad Ercole e di un teatro. I bambini e i giovani fino a 25 anni entrano gratis!

Finita la visita alle rovine, abbiamo aspettato ora di cena girando tra le stradine della suggestiva cittadina. Dopo cena siamo tornati in albergo a preparare i bagagli.

 

20 MAGGIO, SALON DE PROVENCE- GOLE DEL VERDON

Di buon ora abbiamo lasciato l’albergo e ci siamo diretti verso le gole del Verdon, anche chiamate gran canyon d’Europa.

Ormai stanchi dal tanto camminare dei giorni scorsi, e la mia panciona che non mi dava tregua, abbiamo deciso di goderci il meraviglioso spettacolo delle gole percorrendo in auto una lunga strada ad anello panoramica… un colpo d’occhio sul canyon che lasciava senza fiato e mi ha riportato alla mente i paesaggi visti negli USA nel parco di Yosemite.

Il pomeriggio ci siamo riposati sulle rive del lago di St. Croix ad osservare i parapendii che atterravano proprio al nostro fianco, e ne abbiamo approfittato per bagnarci i piedi nelle limpide acque, che per i nostri gusti erano ancora troppo fredde per un bagno completo.

Abbiamo pernottato in un agriturismo in mezzo al nulla più assoluto… con distese infinite di campi attorno, cavalli e niente tv in stanza, la cena l’abbiamo fatta seduti al tavolo con la coppia proprietaria della struttura e gli altri ospiti che si sono voluti aggiungere… insomma sta volta la scelta dell’hotel su booking ci ha fatto vivere un’esperienza un po’diversa da quello che immaginavamo, ma molto bella.

 

21-22 MAGGIO, RITORNO A CASA

La nostra avventura in terra francese si era ormai conclusa… siamo tornati a casa passando per Torino, dove vivono dei parenti, abbiamo trascorso la serata e la notte a casa loro e il mattino del 22 siamo rientrati in Trentino. Per non farci mancare nulla, visto che avevamo l’abbonamento stagionale a Gardaland abbiamo passato lì il pomeriggio dove Gioele si è divertito come sempre un sacco.

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