PORTOGALLO ON THE ROAD A MISURA DI BAMBINO - Seconda parte: da Lisbona ad Algarve - agosto 2013

Continua il racconto di Monica e del suo tour del Portogallo in famiglia, con la piccola Sara di 4 anni e mezzo.

 

QUI la parte precedente del tour, da Porto a Obidos.

17 Agosto
Stamattina partiamo alla volta di Sintra dove passeremo tutta la giornata per raggiungere poi Lisbona in serata. Si tratta di un’area molto verde all’interno della quale, oltre al paese di Sintra, si trovano diversi palazzi e fortezze.

Arriviamo in mattinata e riusciamo a parcheggiare abbastanza vicino al centro. I posti da visitare sono sia nel paese che dislocati nei dintorni e raggiungibili grazie a un bus navetta che attraversa tutta l’area. Ci sono diverse tipologie di biglietti cumulativi che ti permettono di risparmiare qualcosa sui singoli ingressi. Noi optiamo per quello che comprende i tre più importanti: il palazzo Real, il castello do Mouros e il palazzo da Pena.Iniziamo dal palazzo Real, davvero molto bello.
All'uscita decidiamo di visitare il Museo del giocattolo per distrarre un po’ Sara e, visto che subito fuori troviamo un parco giochi con un po’ di ombra, optiamo per l’acquisto di panini e un pranzo al sacco intanto che la bambina si scatena un po’ sull’altalena.
Finito di mangiare andiamo alla fermata del bus e scendiamo al Castello do Mouros. Per raggiungere il castello si fa una bellissima passeggiata nel bosco di circa 15 minuti (attenzione, non potete portare il passeggino). Si tratta delle rovine di una fortezza da cui, passeggiando lungo il cornicione e salendo sulle varie torri di avvistamento, si possono avere diverse visuali della zona. Potendo giocare a “vediamo chi arriva prima in cima alla torre”, Sara si è svagata di più qui che nei palazzi.

Finito il giro, ritorniamo a prendere il pullman e scendiamo al Palazzo da Pena. Anche qui bisogna inerpicarsi su per una collina per raggiungere l’ingresso, ma volendo c’è anche l’alternativa di un trenino. Durante questa visita troviamo tantissima gente, con tanto di “ingorghi” nel passaggio da una stanza all’altra del palazzo. Credo che tutti i turisti lascino questa visita per ultima ed essendo ormai pomeriggio inoltrato ci siamo ritrovati tutti qui alla stessa ora.

Infatti ci tocca anche aspettare il passaggio di due pullman prima di riuscire a salire e rimaniamo parecchio tempo fermi in coda sia con il bus sia con la macchina per uscire da Sintra. Il programma prevedeva anche una puntatina a Cabo da Roca, il punto più a ovest dell’Europa continentale, ma dobbiamo arrivare a Lisbona entro le sette per consegnare la macchina quindi ci tocca rinunciare.

Soggiorniamo all’Hotel Fenix Lisboa (Praca Marques de Pombal), ha una fermata della metropolitana di fronte, si trova vicino ad un parco e la camera è molto grande. Vista la giornata pesante, per cena decidiamo di prendere un taxi e andare direttamente in un posto che già conoscevo, la Cervejaria Trinidade nel quartiere del Chiado (R. NovaTrinidade 20). E’ un posto famoso e non si può prenotare quindi cerchiamo di arrivare abbastanza presto e ci sediamo quasi subito (nel giro di 15 minuti si formerà una coda molto lunga). Fortunatamente, nonostante le dimensioni molto grandi del ristorante, il servizio è efficiente e veloce e questa sera è fondamentale per noi perché Sara ha una crisi di stanchezza e mi si addormenta in braccio. I prezzi sono un po’ superiori alla media portoghese ma mangiamo bene e hanno anche un menù bambini.

18 Agosto
Stamattina Sara si sveglia con qualche linea di febbre. Siccome a Lisbona ci sono già stata un paio di volte, rimango io con lei in hotel mentre Fabio va a vedere la zona del Belem dove è immancabile una visita alla torre e almeno un'occhiata veloce alla statua del Cristo-Rei in lontananza. Inoltre, essendo domenica, l'ingresso al Moistero dos Geronimos è gratuita.

Per cena l’idea era di andare in centro, ma quando usciamo vediamo che vicino al nostro albergo, nel Parque Eduardo VII, organizzano un evento musicale. Ci sono i gonfiabili per i bambini e una bella atmosfera quindi decidiamo di andare in albergo a prendere i teli mare e mangiamo hot dog seduti in mezzo al prato ascoltando musica.

19 Agosto
Questa mattina la dedichiamo al mio quartiere preferito, l’Alfama. Poiché si trova in collina, decidiamo di fare l’andata con il tram 28 che percorre una buona parte delle stradine caratteristiche del quartiere e permette di fare un bel tour comodamente seduti (se arrivi presto alla fermata e riesci ad accaparrati un posto vicino al finestrino). Arrivati al capolinea iniziamo la “discesa” con destinazione finale centro città; raggiungiamo Largo Portas do Sol dove, dopo le foto panoramiche di rito, ci fermiamo a mangiare un panino al chiosco della piazza con vista sulla città. Da qui ci dirigiamo al Castello de Sao Jorge, con prima una sosta al Miraduro de Santa Luzia da cui si gode una vista spettacolare sui tetti dell’Alfama e sul fiume Tago (è tutto decorato da azulejos e fiori colorati). Del castello sono molto belli i giardini dove girano liberamente dei pavoni (ottimo diversivo per Sara) e dove c’è anche la possibilità di fare delle foto con dei rapaci (un po’ un furto come tutte le foto di questo tipo, ma Sara ancora si ricorda di quando ha tenuto in mano il “gufetto” Baltazar!). Facciamo un giro sulle mura per fare qualche foto, ma fa molto caldo e preferiamo fare una pausa merenda al fresco degli alberi.

Continuiamo la discesa e, dopo un occhiatina veloce alla Cattedrale, raggiungiamo il quartiere della BaixaPraca do Commercio. Da qui partono una serie di vie parallele dove ci sono principalmente negozi. In questa zona c’è anche un ristorante rinomato a Lisbona, ma dove è necessario prenotare. Ne approfittiamo quindi per vedere se è aperto e riusciamo a prenotare un tavolo per la sera stessa (se avessi dovuto basarmi sull’aspetto esterno del locale non ci sarei mai entrata!).

Rientriamo in hotel per una doccia e un riposino e poi ripartiamo alla volta del centro. Scendiamo alla fermata della metropolitana in Praca do Commercio che alla luce del tramonto è davvero suggestiva.

Il ristorante Uma si trova in Rua dos Sapateiros; ha pochissimi coperti, un ambiente molto spartano e non parlano inglese. Il piatto della casa è l’Arroz de marisco, una via di mezzo tra un risotto e una zuppa di pesce. Te lo servono direttamente nella pentola ed è minimo per due persone (anche se la dose potrebbe andare bene anche per 4 persone). Attenzione che è piccante. Noi pensavamo di darlo anche a Sara ma abbiamo dovuto ripiegare su un pesce alla griglia, comunque buono (considerando che su tutti i tavoli c’era la pentola dell’Arroz credo siano rimasti sorpresi di ricevere un ordine per un piatto diverso!).

Usciti dal ristorante, facciamo ancora una passeggiata fino a Praca don Pedro V e Rua Portas de S. Antao.
Lungo la strada facciamo una sosta in un paio di posti che mi ricordavo dalla mia ultima visita a Lisbona: la prima è in Largo Sao Domingos dove c’è un piccolo negozietto dove servono il tipico liquore alla ciliegia per 50 centesimi al bicchierino (A Ginjinha); la seconda è alla Casa do Alentejo in Rua das Portas de Santo Antao 58, un vecchio palazzo un po’ decadente e polveroso ma con molto fascino dove al primo piano c’è anche un ristorante. Si può liberamente entrare e visitare il bellissimo patio di ingresso e le diverse stanze che circondano la zona ristorante. Dicono che la cucina non sia un granché, ma io ci ero stata per un aperitivo a base di birra e tapas e mi era piaciuto. Quella di oggi è stata decisamente una delle giornate più belle di tutta la vacanza. Lisbona è una di quelle città in cui non mi stancherei mai di andare pur avendola vista diverse volte.

20 Agosto
Stamattina io vado a fare un giro nel Belem mentre Fabio porta Sara a vedere l’Oceanario nella zona del Parco delle Nazioni, il quartiere creato in occasione dell’Expo del 98. Si sviluppa lungo il fiume con palazzi, bar, ristoranti e il casinò. Si arriva con la metropolitana alla Gare d’Oriente, uno spazio moderno che ospita una stazione ferroviaria e un centro commerciale. Per raggiungere l’Oceanario bisogna fare una bella camminata lungo il fiume; se viaggiate in agosto, vi consiglio di andarci al mattino presto perché è sparato sotto al sole e nelle ore più calde è davvero invivibile. Raggiungo il resto della famiglia per pranzo (Lighthouse Bar & Kitschen – Passeio de Neptuno – Marina da Expo) e per toglierci un po’ dal sole torniamo verso la metropolitana usando la teleferica che viaggia lungo il fiume. Per andare dall’arrivo della teleferica al centro commerciale potere prendere un po’ di frescura attraversando i Jardins Garcia d’Orta alla fine dei quali ci sono anche un paio di giochi per i bambini.

Torniamo in hotel e dopo esserci rinfrescati dedichiamo l’ultima sera a Lisbona ai quartieri del Chiado e del Barrio Alto. Qui si sviluppa gran parte della vita notturna della città; le viette strette e pendenti sono piene di bar e ristoranti di tutti i tipi, dal tapas bar dove mangi seduto sui gradini al ristorante più ricercato. La zona è molto bella ma dal punto di vista “passeggino” è decisamente disagevole. Scegliamo un posto a caso dove fanno anche musica dal vivo che purtroppo si rivelerà una classica fregatura da turista, ma l’obiettivo di stasera era quello di godersi l’atmosfera del quartiere quindi l’abbiamo presa con filosofia.

21 Agosto
Stamattina purtroppo Sara si sveglia ancora con la febbre e una brutta tosse. Giusto per sicurezza, prima di lasciare Lisbona decidiamo di portarla a fare un controllo visto che andremo in Algarve dove prevediamo di trovare vento e acqua gelida quindi non voglio rischiare peggioramenti. Andiamo prima a ritirare la macchina alla stazione di Santa Apolonia. La lasciamo al parcheggio e prendiamo un taxi per andare all’ospedale pediatrico Dona Estefania (essendo turisti dobbiamo per forza passare per un pronto soccorso, una visita di un medico privato costerebbe una follia). Non è niente di grave ma ci vorrà tutta la mattinata tra visita, lastre e sosta in farmacia per prendere l’antibiotico. Torniamo in taxi alla stazione dove mangiamo un trancio di pizza veloce prima di riprendere il nostro viaggio. La destinazione di oggi è la città di Evora che però si trova verso l’interno e memori dell’esperienza “caldo torrido” vissuta a Coimbra, preferiamo fare una deviazione verso la costa e recuperare la visita a Cabo da Roca che non eravamo riusciti a fare. Un alternativa poteva anche essere un giro nella penisola di Setubal a sud di Lisbona, ma tutto non si può fare!! Il paesaggio è bellissimo e il giro lungo la scogliera con vista sul mare piace molto anche a Sara.

Raggiungiamo il nostro albergo alle porte di Evora nel tardo pomeriggio e finiamo la giornata rilassandoci in piscina (Casa do Vale – EN 114 Quinta de Vale Vazios) e decidiamo anche di cenare in hotel per evitare ulteriori strapazzi alla bambina.

22 Agosto
Parcheggiamo la macchina fuori dalle mura della città e iniziamo la nostra visita dalla Igreja de Sao Fancisco, da cui si acceda alla Capela dos Ossos, totalmente rivestita di ossa umane.

La tappa successiva è la Cattedrale che ha un bellissimo chiostro e salendo sul tetto si può godere una bella vista sulla città e sulle colline dell’Alentejo.

Dopo aver passeggiato per le vie della città, ci fermiamo a pranzo in un ristorantino di cucina tradizionale consigliato dalla guida. Rimango un po’ delusa perché avevo letto che il piatto tipico era la fejoada e pensavo fosse come quella brasiliana invece é decisamente diversa; il ristorante è piccolo, economico e frequentato da gente del posto (Adega do Neto – Rua dos Mercadores 46).
Prima di riprendere in nostro viaggio, facciamo una sosta nel bellissimo parco giochi che si trova appena fuori le mura all’interno di un grande parco; ci sono diverse aree giochi per tutte le età, compresa una zona dove si possono leggere dei libri seduti su dei cuscinoni.

Evora è bella ma onestamente, col senno di poi, non so se ci sarei andata; considerando che la nostra tappa successiva era l’Algarve, abbiamo dovuto fare una bella deviazione e secondo me non ne è valsa la pena.

Arriviamo a Lagos nel tardo pomeriggio e prendiamo possesso di quella che sarà la nostra casa per i prossimi tre giorni. Abbiamo prenotato un appartamento Iin un residence vicino alla spiaggia di Dona Ana, circondato da una colorata vegetazione e con tre piscine. La casa è grande, con un bel terrazzo e la spiaggia si può raggiungere a piedi (Villa D. Dinis – Estrada Ponta da Piedade Lote 26).

Anche il centro del paese si potrebbe raggiungere con 20 minuti di camminata ma noi ci siamo sempre andati in macchina. Dopo aver disfatto le valigie e aver fatto un tuffo in piscina, andiamo in centro per cena. Essendo già molto tardi, decidiamo di fermarci al ristorante O Alcaide (Rua Porta da Vila 18), un po’ defilato, sulla strada tra il parcheggio e il centro. Mangiamo molto bene, ma non riusciamo ad assaggiare la Cataplana (una zuppa di pesce cucinata in una particolare pentola) perché bisogna prenotarla due giorni prima, quindi la prenotiamo direttamente per un’altra sera. Lagos è una classica cittadina di mare composta da casette bianche,negozi e ristoranti. C’è molta gente ma una passeggiata in centro si riesce a fare tranquillamente.

23/24/25 Agosto
Gli ultimi tre giorni sono stati sostanzialmente vita di mare. L’Algarve è stata una piacevolissima sorpresa.
Eravamo convinti di trovare mare freddo e impraticabile e paesaggi deturpati da brutte costruzioni. Invece abbiamo visto sia spiagge ampie e poco frequentate con grandi onde, sia calette piccole e con il mare azzurro e piatto dove si può tranquillamente fare il bagno. Fate attenzione che nel pomeriggio arriva l’alta marea che si mangia via gran parte della spiaggia. Se arrivate e vedete che c’e tantissimo spazio davanti al mare e sono tutti concentrati sul fondo è proprio per questo motivo.

Ecco qualche info su quello che abbiamo visto e fatto.

Praia Dona Ana: caletta piccola a cui si accede tramite una scala di legno. Colori bellissimi. Mare calmo. In alta stagione potrebbe essere un problema parcheggiare. Da qui partono anche delle barchette che ti portano a fare un giro di circa un’ora con visita alle varie grotte che si trovano lungo la costa.

Praia Do Camilo: anche questa è una caletta collegata ad un’altra più piccola a cui si accede attraverso una passaggio nella roccia (attenzione che con l’alta marea il passaggio scompare!!!!). Anche qui i parcheggi sono un po’ risicati. In cima alla scogliera, si trova il ristorante O Camilo (Praoa do Camilo). E’ richiestissimo quindi se siete interessati è fondamentale prenotare e anche con un certo anticipo (noi ci siamo andati di giovedì appena arrivati e il primo posto disponibile era per la domenica sera!!). Abbiamo fatto qui l’ultima cena in Portogallo ed è stata una degnissima conclusione. Pesce ottimo, vista spettacolare e prezzi convenienti.

Meia Praia: si trova dalla parte opposta del centro di Lagos rispetto alle prime due. E’ lunghissima e con il mare calmo e piatto (subito profondo però e con delle forti correnti). Anche qui si presenta il problema della marea (se non mi avesse avvisato un passante, il mare si sarebbe portato via tutte le nostre cose).

Praia do Porto de Mos: questa spiaggia è piuttosto frequentata anche perché è circondata da diversi resort ed è un po’ più organizzata. Infatti ha un aspetto meno “naturalistico” rispetto alle altre che abbiamo visto ma è comunque bella. Ci siamo andati perché cercavamo un mare un po’ più mosso per fare giocare Sara con le onde, ma non siamo riusciti a ritrovare le “ondone” di Praia Vehla.

Cabo de Sao Vincente: ci siamo andati nel tardo pomeriggio per vedere il tramonto. Si parcheggia lungo la strada prima del faro e una volta raggiunta la scogliera dovete trovare un posto dove aspettare. Il vento è fortissimo, noi avevamo portato anche il giubbotto ma fa comunque un freddo cane, soprattutto quando scende il sole. Lo spettacolo del tramonto con vista sulle scogliere battute dalle onde è veramente emozionante.

Attenzione che una volta sceso il sole diventa buio in fretta e sulla strada non ci sono luci. Inoltre quasi tutti decidono di fermarsi a cena in zona e i ristoranti si riempiono in fretta, soprattutto quelli segnalati dalle guide e quelli lungo la strada. Noi abbiamo dovuto ripiegare su una specie di steak house con discoteca non particolarmente degna di nota (Mitic cockatil bar – Avenida Comandante Matoso – Sagres).

26 Agosto
Il nostro volo parte alla sera da Lisbona quindi passiamo l’ultima mattina in piscina e per pranzo decidiamo di concederci una veloce sosta al mare. Torniamo a Meia Praia dove mangiamo al Bar Quim, praticamente con i piedi nella sabbia e salutiamo il Portogallo con sardine alla griglia e vongole, mentre Sara cerca le ultime conchiglie.

Rientriamo a Lisbona attraverso il scenografico ponte Vasco da Gama e dopo aver consegnato la macchina prendiamo il nostro volo per Milano.