ALLA SCOPERTA DELL'OMAN IN FAMIGLIA - Quarta tappa: NIZWA E JABAL AKHDAR

Continua il racconto del nostro on the road in Oman.

Dopo la prima tappa a Muscat, la seconda tappa in giro per Wadi e la terza tappa nelle Wahiba Sands, ci dirigiamo nella zona di Nizwa e sulle montagne Jabal Akhdar.

02/11 - WAHIBA SANDS - NIZWA - JABAL AKHDAR – 320 km, 4,30 h

Ripartiamo con la nostra guida Salim Al Qamshui, di Coastal Trip Tourism, lasciando il deserto per tornare sulle strade asfaltate e raggiungere la prima tappa della giornata: la cittadina di Sinaw, con il suo mercato del pesce e del bestiame. Qui molti uomini, ma anche alcune donne con la tipica maschera nera sul volto, contrattano animatamente per accaparrarsi la bestia migliore o il taglio di pesce più fresco. L'odore non è molto gradevole, ma la curiosità è molta. Siamo forse gli unici turisti nella piazza e insieme alla nostra guida facciamo anche un giro del souk che c'è lì attorno.

Ci spostiamo poi nella città di Nizwa, per visitare il Nizwa Fort, maestosa costruzione che risale al XVIII secolo.

Fu costruita da Sultan bin Saif al-Ya’aruba per proteggere la città. Le sue mura sono imponenti e tutto è di color ocra.

Entriamo nel cortile centrale, dove regna il silenzio. Si può accedere ad alcune delle stanze interne, dove sono esposti oggetti d’epoca di uso comune o legati all'attività di agricoltori e artigiani.

La sua particolarità è l’enorme torre centrale a pianta rotonda, del diametro di 45 metri. 

Si può salire sul tetto e sulla cima della torre, dove è possibile osservare una splendida vista sulla città e sulle montagne che la circondano.

Ci dirigiamo poi verso la nostra sistemazione per le successive 2 notti: l'Anantara Al Jabal Al Akhdar Resort, situato sull'omonima montagna di Jabal Akhdar (o Green Mountain) a circa 1 ora da Nizwa. La strada è asfaltata, ma per legge percorribile solo con auto 4x4. Per chi non ha un mezzo proprio, c'è un servizio auto dell'hotel.

Il resort è molto bello e curato, in perfetto stile Anantara. Si tratta di un insieme di costruzioni a due piani di colore ocra, inserite in un giardino molto bello, con un sistema di corsi d'acqua che richiama i tipici falaji omaniti.

Anche gli spazi interni non mancano di cura e sono impreziositi da numerosi dettagli di stile, dai fiori alle decorazioni. Il servizio è impeccabile e il personale è molto cordiale e disponibile.

Le camere sono tutte molto ampie e ricche di comfort, la maggior parte ha poi la vista sullo spettacolare canyon tra le montagne di questa zona. Dal nostro balcone si può vedere un fantastico tramonto. E' davvero un luogo magico, molto isolato e immerso nella natura.

Sullo stesso lato del resort ci sono una grande piscina e 2 idromassaggi. In questo periodo dell'anno (inizio novembre) le temperature non sono alte e tutte le vasche hanno acqua riscaldata. Che goduria aspettare il tramonto immersi nell'acqua calda! Davvero un bel modo per rigenerarsi dopo una giornata in giro.

Proprio qui c'è anche una terrazza panoramica molto scenografica, con un braciere che arde di continuo. E' chiamata Diana Viewpoint ed è stata costruita dove nel 1986 la Principessa Diana passò un pomeriggio, raggiungendo questa zona in elicottero, quando ancora non c'erano strade.

La sera ceniamo in uno dei 3 ristoranti del resort (QUI puoi trovare i nostri suggerimenti per mangiare gluten free in Oman), poi andiamo a letto presto... domani ci aspetta una gioranta lunga e intensa, con la sveglia molto presto!

3/11 - JABAL AKHDAR - NIZWA - MISFAH - JEBEN SHAMS - JABAL AKHDAR – 320 km, 4,30 h

Oggi, come tutti i venerdì, c’è il mercato del bestiame di Nizwa. Partiamo presto dal nostro hotel per raggiungere la città verso le 8. C'è già molta gente, molte auto e pick-up parcheggiati.

Vicino al souk c'è una struttura circolare, sotto la quale ci sono molti uomini in abiti tradizionali. Alcuni sfilano con la loro capra in un percorso ad anello, decantando le doti dell'animale e proponendone un prezzo. Altri si posizionano tutti attorno e osservano, fanno domande e ispezionano gli animali. Parte una sorta di asta, dove non mancano le contrattazioni e anche qualche litigio.

Anche i bambini partecipano a questo evento settimanale: c'è chi osserva, che ride, chi si annoia e anche chi addirittura è impegnato nella vendita di una capra.

Dopo le capre arriva il momento della vendita delle mucche. Il numero di persone diminuisce notevolmente e l'anello in cui girano gli animali insieme ai loro padroni si allarga molto, perché questi animali si potrebbero innervosire e far male agli osservatori. Le contrattazioni continuano e gli acquirenti cercano di spuntare un buon prezzo.

Non è uno spettacolo turistico, ma un'immersione nella vita vera di queste parti. I turisti sono davvero pochi in confronto al numero di locali, arrivati qui dalle zone circostanti per acquistare o vendere bestiame.

Ci spostiamo verso il Souk, prima di tutto per acquistare dei datteri. Ce ne sono di diversi tipi e abbiamo la possibilità di assaggiarli per scegliere la varietà che più ci piace... c'è davvero l'imbarazzo della scelta!

In una costruzione c'è la preparazione e la vendita di un dolce tipico, la Halwa. E' il simbolo dell’ospitalità omanita e viene offerto agli ospiti e portato agli amici. Ha come ingredienti principali zucchero, uova, amido, burro chiarificato noci, spezie e acqua di rose. Viene cotto al forno per circa 2 ore, ha una consistenza quasi gommosa e si conserva a lungo, per oltre un mese

Proseguiamo poi in altre zone del souk, tra spezie, frutta e verdura, vasi in coccio, lampade e monili di vario tipo. I colori e i profumi di questo luogo sono davvero affascinanti, l'atmosfera è molto suggestiva e molto "reale", per niente turistica.

Ci spostiamo ora sulle montagne, per visitare il villaggio di Misfat Al Abriyeen, ad un'altitudine di circa 1000 metri. Questo centro abitato è davvero speciale, si arrampica letteralmente sulla montagna. Gli abitanti di questi luoghi impervi sono riusciti a costruire abitazioni di argilla tra la roccia, addossate l'una all'altra e separate da stretti vicoli.

Accanto alla piccola cittadina ci sono un rigoglioso palmeto e diversi campi coltivati, che ricevono l'acqua dal Falaji, un particolare sistema d’irrigazione tipico dell’Oman.

Anche in questo caso non si tratta di una ricostruzione per turisti. Qui la gente ci vive davvero e lo dimostrano anche i molti cartelli che chiedono il massimo rispetto per gli abitanti del luogo, comprendendo anche l'obbligo di girare con spalle e ginocchia coperte.

Ci dirigiamo ora verso l'ultima tappa della giornata, il Canyon di Jebel Shams, chiamato il "Grand Canyon d’Arabia".

La prima parte della strada che porta verso l'alto è asfaltata per una decina di Km, poi diventa sterrata e abbastanza ripida, ma facilmente percorribile con un mezzo 4x4. Ci vogliono circa 30 Km per superare i 2000 m di altitudine e raggiungere il pianoro da cui si può ammirare la splendida vista sull'immensità del canyon roccioso.

Pranziamo nell'unico ristorante di questa zona (QUI puoi trovare i nostri suggerimenti per mangiare gluten free in Oman), poi torniamo verso il resort, per goderci qualche ora di relax in piscina prima del tramonto. 

04/11 - JABAL AKHDAR - AL HOOTA CAVES - WAD BANI AWF - MUSCAT – 270 km, 5 h

Lasciamo le montagne di Jabal Akdhar per rientrare verso la capitale, fermandoci a visitare diversi luoghi sul tragitto.

Prima tappa nel villaggio di Birkat al Mouz, con i suoi tradizionali Falaji che fanno parte del patrimonio Unesco. Al contrario di altri nell'Oman, qui la conservazione è perfetta e il canale scorre indisturbato tra le case in fango e pietra. Gli abitanti della zona utilizzano molto questo corso d'acqua per lavarsi o per i panni. Ci sono delle zone dedicate solo alle donne, che possono andare indisturbate a fare il bucato. 

Ci spostiamo poi verso Al Hoota Cave, una spettacolare caverna di circa 5 km, ma con solo i primi 500 m visitabili dal pubblico. All'interno ci sono diverse passerelle e scale, che permettono di percorrere il sentiero di visita assieme ad alcune guide. Ci sono tantissime formazioni rocciose con forme di ogni genere e un lago popolato da pesci ciechi.

All'interno purtroppo non è possibile fare foto.

Prima di rientrare a Muscat e salutare l'Oman, chiudiamo il nostro tour in bellezza percorrendo la famosa pista sterrata del Wadi Bani Auf, una zona spettacolare in mezzo a alte montagne, profondi wadi e paesini sperduti in mezzo al nulla, dove si respira un'atmosfera d'altri tempi. Qua e là ci fermiamo ad ammirare qualche punto panoramico e scattare qualche foto. Le montagne si susseguono a perdita d'occhio, è un vero spettacolo della natura.

Qui un mezzo 4x4 è indispensabile, oltre ad una buona dose di sangue freddo... la strada non è pericolosa, ma alcuni passaggi sono abbastanza arditi, con pendenze importanti e scarpate senza protezioni. Inoltre è importante percorrere questa strada con condizioni meteorologiche assolutamente favorevoli, perché in caso di pioggia diventerebbe molto pericolosa.

Dopo questa finale scossa di adrenalina, continuiamo il percorso fino a Muscat, dove ci dirigiamo in aeroporto per il viaggio di ritorno verso l'Italia.

L'Oman ci ha davvero conquistati!

Qui info e consigli per organizzare un viaggio in Oman.

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